Alta sensibilità e timidezza sono spesso confuse tra loro. In molti casi possono coesistere, ma è importante sottolineare che non sono la stessa cosa. Spesso, chi è altamente sensibile viene percepito come timido. E, in effetti, in molti casi le due caratteristiche coesistono. Ma è importante chiarire: essere altamente sensibili non significa automaticamente essere timidi.
In alcune situazioni, quando non si sentono a proprio agio, le persone altamente sensibili preferiscono stare in disparte. Scelgono di allontanarsi da stanze o luoghi pieni di stimoli (soprattutto emotivi) non per paura, o per evitare gli altri, ma per avere più tempo. Tempo per osservare e prendere le misure, per ascoltare i propri bisogni.
È in questi momenti che può nascere un equivoco: chi osserva da fuori potrebbe pensare “è timido”, “non è socievole”, “è chiuso”. Ma la realtà, dentro, è molto diversa.
Essere altamente sensibili significa percepire il mondo con maggiore intensità. I dettagli che molti non notano – una sfumatura nella voce, un gesto appena accennato, una luce troppo forte – vengono assorbiti e vissuti profondamente. Non si tratta di essere fragili, ma di avere un sistema percettivo ed emotivo più fine, più ricettivo, più attento.
E quando gli stimoli diventano troppi, arriva il bisogno di rallentare, di proteggersi, di ricaricarsi. Questo può somigliare, all’apparenza, alla timidezza, ma non lo è necessariamente. La timidezza è una risposta sociale, legata al timore del giudizio, alla paura di non essere accettati, al disagio nell’esporsi. L’alta sensibilità, invece, è una predisposizione innata a vivere tutto più intensamente.
Detto questo, è vero che molte persone altamente sensibili sono anche timide. Le due cose possono coesistere, e quando accade, la persona può sentirsi doppiamente vulnerabile: sia per l’intensità con cui vive ogni cosa, sia per la fatica di esporsi in un mondo che spesso va veloce e premia chi è estroverso e competitivo.
Ma è altrettanto vero che ci sono persone altamente sensibili che non sono affatto timide. Esistono persone che sono sia altamente sensibili che estroverse. A prescindere dal fatto di essere timide o no, il bisogno primario per le PAS è trovare il proprio modo per vivere al meglio le relazioni. Necessitano di creare connessioni autentiche, reali e rispettose.
Smettiamola di giudicare chi si isola o chi ha bisogno di silenzio. Cerchiamo di accogliere la sensibilità non come un ostacolo, ma come una profondità. E proviamo a riconoscere che, dietro quel passo indietro, non sempre c’è paura. A volte, c’è solo il bisogno di sentirsi al sicuro per poter essere sé stessi.
Se vuoi approfondire il tratto dell’alta sensibilità visita la mia pagina dedicata ed il sito ufficiale dell’associazione persone altamente sensibilità Italia oppure contattami per fissare un colloquio.
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