Se sei una persona altamente sensibile, è probabile che ti sia sentito dire più di una volta: “Ma perché ci pensi così tanto?”, “Sei pesante”, o “Lascia perdere, non è così grave”. Eppure, per te, ogni cosa ha un peso, un significato, una sfumatura in più. Nulla viene ignorato facilmente.
Questo succede perché uno degli aspetti più caratteristici dell’alta sensibilità è proprio la predisposizione ad elaborare gli stimoli in modo più approfondito.
Non si tratta di essere pessimisti o di esagerare. Si tratta di come funziona il tuo sistema nervoso: elabori tutto — pensieri, emozioni, segnali dell’ambiente — in modo più completo, più intenso, più profondo. Anche ciò che per altri passa inosservato, per te può accendere riflessioni, connessioni, intuizioni.
La profondità di elaborazione delle persone altamente sensibili è una ricchezza. Ti permette di cogliere i dettagli, di avere una visione più ampia, di entrare in empatia, di vedere oltre le apparenze. Ma può anche diventare faticosa, soprattutto quando ti ritrovi con la mente sempre attiva, immerso/a in pensieri che non si fermano mai.
A volte può essere difficile spiegare questo modo di sentire e pensare. Ti senti diverso/a, magari “troppo”, o semplicemente incompreso/a. Ma non c’è nulla di sbagliato in te. Si tratta di un funzionamento differente, non di una patologia.
Imparare a conoscere questo tratto e la profondità di elaborazione persone altamente sensibili ti aiuta a vivere meglio, a non forzarti ad essere come gli altri si aspettano, e a riconoscere il valore unico della tua interiorità. Se ti sei riconosciuto in queste parole, sappi che sei nel posto giusto. Qui, l’alta sensibilità non è un limite: è una via per tornare in contatto con te stesso, con autenticità e gentilezza.
Se vuoi approfondire il tratto dell’alta sensibilità visita la mia pagina dedicata ed il sito ufficiale dell’associazione persone altamente sensibilità Italia oppure contattami per fissare un colloquio.
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