55 persone presenti durante il mio incontro sull’Alta Sensibilità a Sarzana, la mia città.
Fatico a dire cosa questo significhi per me. È un argomento che mi appassiona, che ho fatto mio, che sento mio. E ogni volta che ne parlo, ogni volta che creo uno spazio per condividerlo, sento che qualcosa di importante si muove – dentro di me e tra le persone che ho di fronte.
Il 26 aprile ho avuto l’onore di aprire il Festival della Salute Mentale – Vieni a vedere perché, promosso dalla Consulta Giovani Sarzana con il sostegno del Comune. Un evento pensato per avvicinare la cittadinanza al tema della salute mentale con maggiore consapevolezza, superando pregiudizi e paure.
È un grande onore per me iniziare a divulgare il tema dell’Alta Sensibilità proprio a Sarzana, la mia città. Tengo profondamente a questo argomento e sono grata di poterlo condividere con chi sente di essere particolarmente sensibile, con chi fatica a dire di no, con chi vive spesso una sensazione di sovrastimolazione, con chi percepisce tutto in modo amplificato.
Questo incontro era rivolto a tutte le persone che si sono lasciate convincere che essere sensibili significhi essere fragili, a chi ha creduto – per troppo tempo – di essere “sbagliati”.
Sensibilità non è fragilità.
Nonostante fossimo in tanti, ho creato – come sempre – un cerchio. Perché per me stare in cerchio significa dirsi tutto quello che a parole non si riesce a dire. E allora passano sguardi, passano respiri trattenuti, energia, espressioni di stupore, emozioni di tristezza, di paura e di gioia. Passano scambi comunicativi di tutt’altro spessore.

In questi incontri non ci si conosce, ma ci si riconosce.
Ed è proprio questo che è accaduto. In cerchio, insieme, ci siamo riconosciuti. Abbiamo lasciato andare le armi, le maschere, le difese. Abbiamo fatto spazio. Spazio alla possibilità di essere chi siamo, senza più la paura di non essere accolti. Spazio per iniziare a liberarci dalla fatica di dover aderire a modelli che non ci somigliano.
Spazio per sentire – davvero.
Incontri come questo ci ricordano che non siamo soli, che esistono luoghi e tempi in cui possiamo smettere di fingere di essere chi non siamo.
Ringrazio di cuore chi ha partecipato, chi ha portato la propria presenza, chi ha condiviso anche solo un respiro.
Ringrazio la Consulta Giovani per aver immaginato e sostenuto un’iniziativa così necessaria. E ringrazio Sarzana, la mia città, per avermi ancora una volta fatto sentire a casa.
Il Festival proseguirà fino al 30 maggio con tanti altri appuntamenti. Ma il cerchio che abbiamo creato resterà.
E forse, da qualche parte dentro, continueremo a sentirci.
Vi aspetto ancora, per incontrarci e costruire insieme spazi sicuri e accoglienti.
Se vuoi approfondire il tratto dell’alta sensibilità visita la mia pagina dedicata ed il sito ufficiale dell’associazione persone altamente sensibilità Italia oppure contattami per fissare un colloquio.
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